2026.
Once upon a year
“Le fiabe sono vere” scriveva Italo Calvino e, a pensarci bene, aveva ancora una volta ragione.
Da qui, l’idea di interpretare il 2026 come una sequenza di dodici favole che trasformano ogni mese in un piccolo teatro dove gli oggetti della quotidianità sono attori protagonisti: due fiori rossi diventano un celebre Cappuccetto, tre pesche grugniscono, una rana di limoni verdi si trasforma in un principe azzurro, gli attrezzi di un sarto rubano il mestiere a un falegname e un burattino prende vita … mentre dei coni da gelato e delle cialde costruiscono un castello fatato.
L’augurio implicito è di vivere trecentosessantacinque giorni incantati, storie bellissime e tutte a lieto fine: un 2026 da favola, insomma!












